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Scegliere il gioiello per un piercing al naso non è solo questione di stile. Il metallo a contatto con la pelle in cicatrizzazione decide tolleranza, comfort e durata. Tra argento 925, acciaio inossidabile 316L, titanio e oro massiccio le differenze contano. Vediamo come orientarsi, partendo dai nomi e dai materiali.
Con questa pratica si indicano diverse posizioni. Il nostril, sull'ala della narice, è il più comune. Il septum attraversa il setto nella parte morbida, mentre varianti più rare interessano il ponte o le narici alte. Conoscere il tipo aiuta a scegliere forma e misura del gioiello.
Non tutti i metalli si comportano allo stesso modo su una narice appena forata. I fattori chiave sono il contenuto di nichel, regolato in Europa dalla norma EN 1811 sul rilascio di nichel (REACH), e la stabilità del metallo con l'umidità.
L'acciaio chirurgico 316L, grado impianto definito dalla norma ASTM F138, è la scelta quotidiana una volta che il foro si è stabilizzato. Resiste alla corrosione, si pulisce con facilità e ha un prezzo contenuto, vantaggi che vanno ben oltre il piercing. Il nichel è basso e adatto alla maggior parte delle pelli dopo la guarigione.
Il titanio grado impianto (norma ASTM F136) è il più indicato per le pelli reattive. Leggero, senza nichel libero e molto stabile, è spesso quello applicato al momento del foro.
L'argento è luminoso ma si ossida con il sudore, quindi va riservato a un naso già guarito. L'oro massiccio è ben tollerato, mentre il placcato si consuma e scopre il metallo di base.
La puntura dura un istante e viene descritta come ben sopportabile. Il costo varia in base allo studio e di solito comprende un gioiello di base, mentre la sostituzione con titanio o oro si paga a parte. Per un confronto sulle finiture di pezzi stabili e facili da curare, la collezione gioielli in acciaio offre un buon riferimento.
| Materiale | Tolleranza | Cura | Prezzo |
|---|---|---|---|
| Acciaio 316L | Buona | Facile | Contenuto |
| Argento 925 | Media | Si ossida | Medio |
| Titanio | Ottima | Facile | Medio |
| Oro massiccio | Molto buona | Facile | Alto |
Un foro al naso richiede in genere alcune settimane prima di calmarsi. Pulizia delicata con soluzione fisiologica, nessuna rotazione del gioiello e un metallo tollerato favoriscono la guarigione. Un piccolo rigonfiamento accanto al foro nasce spesso da un'irritazione o da un urto, non solo dal metallo.
Il piercing al naso non è una moda recente. In India il gioiello alla narice accompagna da secoli la tradizione femminile ed è legato al matrimonio e alla medicina ayurvedica, che associa la narice sinistra alla sfera femminile. Arrivato in occidente negli anni settanta con la cultura punk, ha perso col tempo ogni carica di provocazione: oggi è un ornamento trasversale, portato in ufficio come nelle occasioni eleganti, e la scelta del materiale è diventata la vera questione di stile e di comfort.
Uno studio serio lavora con ago sterile monouso, mai con la pistola: la pistola schiaccia i tessuti invece di attraversarli in modo netto e non andrebbe mai usata sulla cartilagine. Alla seduta spettano un colloquio sulla posizione, materiale monouso aperto davanti al cliente, guanti e istruzioni scritte per la cura. Il foro in sé dura pochi secondi, con una fitta breve e qualche lacrima riflessa. Diffidare di chi ha fretta o non mostra l'attrezzatura: per un piercing al naso la professionalità del piercer conta quanto il gioiello.
Gli errori più comuni sono sempre gli stessi: girare il gioiello, toccarlo con le mani non lavate, applicare trucco o creme sulla zona, cambiare il gioiello troppo presto. La pulizia si fa una o due volte al giorno con soluzione fisiologica e garze sterili. Un rossore lieve nei primi giorni è normale; meritano attenzione il rossore che si allarga, il dolore pulsante o le secrezioni giallastre: in quei casi meglio tornare dal piercer o da un medico senza rimuovere il piercing al naso da soli, perché il canale può chiudersi intrappolando l'infezione.
Il più comune è il nostril, sull'ala della narice. Il septum attraversa il setto nasale nella zona morbida.
Dipende dallo studio e comprende di solito un gioiello base. Le versioni in titanio o oro hanno un costo a parte.
La puntura è breve e descritta come ben sopportabile. La sensibilità varia da persona a persona.
Il titanio grado impianto è il più adatto, seguito dall'oro massiccio. Evita argento e placcato su un foro recente.
Solo a cicatrizzazione completa, in genere dopo alcuni mesi. Nel dubbio è il piercer a fare il primo cambio, controllando anche il canale.