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Gatto, cane, gufo o elefante non sono arrivati sui nostri gioielli per caso. Dall'Egitto antico alle grandi maison, i gioielli con animali sono stati talismani, messaggi e firme di stile. Conoscere il significato di ogni creatura aiuta a scegliere un pezzo che ci somiglia, o a regalarne uno che dica davvero qualcosa.
Gli Egizi portavano scarabei di rinascita e amuleti della dea gatta Bastet. I bestiari medievali, copiati nei monasteri di tutta Europa, fissarono un linguaggio morale degli animali che l'oreficeria ha riciclato per secoli. L'Art nouveau rimise la fauna al centro con le libellule di René Lalique, e il Novecento trasformò gli animali in emblemi: la pantera di Cartier, nata nel 1914 e resa firma da Jeanne Toussaint, il bestiario surrealista di Elsa Schiaparelli negli anni trenta e, in Italia, il serpente di Bulgari, che dagli anni quaranta si avvolge ai polsi con la collezione Serpenti. I gioielli con animali di oggi ereditano tutto questo: il talismano e il gioco.
Erede di Bastet, il gatto rappresenta indipendenza, intuito e un'eleganza che non chiede permesso. Per personalità con un lato privato.
Dai bestiari ai ritratti antichi, il cane incarna la fedeltà. Come gioiello è spesso un omaggio a un compagno reale: il motivo più affettivo di tutti.
Compagno di Atena, il gufo vede nel buio: la tradizione ne ha fatto l'emblema della saggezza. Un motivo discreto per menti riflessive.
Memoria leggendaria, forza tranquilla e, in più tradizioni asiatiche, protezione della casa: l'elefante è tra i portafortuna più regalati al mondo.
Un gioiello con animale è un augurio che ha preso forma. Il cane si regala a chi vogliamo dire fedeltà, l'elefante a chi inizia qualcosa di nuovo, il gufo a chi ha superato una prova, il gatto a chi non somiglia a nessuno. L'unica regola di galateo: scegliere l'animale della persona, non il nostro. E per chi ama i felini, il regalo si trova nella selezione felina della nostra collezione di spille di animali.
Prima l'affinità: l'animale deve toccare qualcosa di personale, un tratto o un ricordo. Poi il messaggio, da accordare alla persona o all'occasione. Infine lo stile: un animale realistico accompagna look sobri, uno stilizzato sta bene con outfit più giocati. Nel dubbio, meglio un motivo piccolo e ben fatto di uno vistoso: nel bestiario, come altrove, è il dettaglio che parla.
Il bestiario non finisce con i quattro grandi. Il topo, minuscolo e malizioso, è il motivo dell'umorismo sottile: si porta come un ammiccamento, non come un proclama, e disarma i look troppo seri. La tartaruga si trascina dietro millenni di simbologia, longevità, pazienza e saggezza del tempo lento; in più tradizioni del Pacifico e dell'Asia porta letteralmente il mondo sulla schiena. Il pesce parla di prosperità e abbondanza, dalle carpe cinesi ai pesci d'argento mediterranei. Questi motivi meno attesi hanno un vantaggio concreto: raccontano una storia che nessun altro nella stanza indossa. In una collezione di gioielli con animali, sono quasi sempre loro ad aprire la conversazione.
Un motivo animale si dosa come un colore. Su un blazer in tinta unita o un abito sobrio diventa il punto focale e può permettersi di essere figurativo e dettagliato. Su una fantasia o un look già espressivo, meglio un animale stilizzato, quasi geometrico, che si legge prima come forma. Quanto alle occasioni: l'ufficio ama gli animali discreti e argentati, una cena accoglie l'oro e gli occhi di strass, e le feste sono il momento dei pezzi più decisi. La regola è la stessa di tutto il guardaroba: un protagonista alla volta.
Le ricerche italiane sui gioielli con animali hanno un protagonista assoluto: il cane, cercato in collane e anelli molto più di ogni altro animale. Non sorprende, perché il gioiello canino è quasi sempre un gioiello d'affetto: si porta il proprio cane, non un cane qualsiasi, a volte con la silhouette della razza o l'iniziale del nome. Esiste anche chi spinge il ricordo più in là, con gioielli che custodiscono le ceneri di un animale amato, erede dei medaglioni ottocenteschi. In entrambi i casi il simbolo è lo stesso: la fedeltà che si fa ornamento.
Il più eloquente: cane per l'affetto fedele, elefante per augurare fortuna, gufo per celebrare un traguardo, gatto per una personalità indipendente.
Per tradizione alcuni motivi sì, soprattutto elefante e tartaruga. È valore simbolico, non effetto garantito: ed è proprio questo a renderli bei regali.
No, dipende dal trattamento: un animale stilizzato in toni oro o argento è un classico, come dimostrano gli emblemi delle grandi maison.
Sì, mantenendo coerenza di toni. Due motivi di taglie diverse dialogano bene; oltre, meglio un solo animale deciso.