La fascia in maglia che chiude questi guanti è più larga della mano e resta morbida. Nelle foto del paio disteso è ripiegata su sé stessa e forma un bordo doppio; aperta verso l'alto si distende e arriva all'inizio dell'avambraccio. Da quella scelta dipende il punto in cui guanto e cappotto si incontrano, ed è una decisione che si prende ogni mattina, non una volta per tutte.
Un polsino di cappotto aderente non lascia spazio a un doppio strato di maglia. In quel caso conviene tenere il risvolto chiuso, così la fascia resta corta e il guanto scivola sotto senza gonfiare il tessuto sopra. In cambio, fra il bordo del guanto e l'orlo della manica può restare un dito di pelle scoperta quando il braccio si allunga.
Con una manica larga la logica si inverte: il polsino disteso sale sopra il tessuto del cappotto e chiude l'apertura dall'esterno. La maglia a coste trattiene la posizione perché è elastica, non rigida. È il modo più semplice di non lasciare varchi, e vale anche per gli altri guanti che si portano sotto la manica, purché il polsino sia in maglia.
Risolto il polso, il freddo si sposta dove il cappotto finisce davvero: orecchie e nuca. Un guanto ben sistemato non compensa una testa scoperta, e il nero opaco di questa fascia in maglia si abbina senza sforzo ai berretti pensati per le stesse mattine.
| Risvolto chiuso | Fascia corta e doppia, guanto che passa sotto la manica |
|---|---|
| Risvolto aperto | Fascia lunga, che sale sopra il polsino del cappotto |
| Dorso | Tessuto opaco, tre bottoni tondi su cucitura obliqua |
| Palmo | Stessa superficie opaca, pollice in un pezzo separato |
| Taglia | Taglia unica |
Scheda tecnica