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Helix, tragus, conch, daith, rook: quando si entra in uno studio per un piercing all'orecchio, i nomi arrivano tutti insieme e quasi sempre in inglese. Sapere come si chiama ogni punto, quanto fa male e quanto tempo impiega a guarire è il modo migliore per scegliere senza sorprese. Questa guida mette ordine tra i nomi, confronta dolore e tempi di guarigione in una tabella e risponde al grande dubbio italiano: pistola o ago?
Il foro classico, fatto spesso da bambine, attraversa la parte carnosa e morbida dell'orecchio. Il lobo alto (upper lobe) sale verso la cartilagine e permette di allineare secondo e terzo foro per le composizioni a più punti luce.
L'elica è il bordo esterno superiore dell'orecchio, il piercing alla cartilagine più richiesto in assoluto. Il forward helix si trova sulla piega anteriore, rivolto verso il viso, spesso in fila doppia o tripla di micro punti luce.
Il trago è la piccola sporgenza di cartilagine davanti al condotto uditivo, perfetto con un mini stecker o un anellino. L'anti-trago sta di fronte, sopra il lobo, e richiede una cresta di cartilagine ben definita.
Il conch occupa la conca centrale dell'orecchio, con punto luce piatto o anello avvolgente. Il daith attraversa la piega più interna sopra il condotto: il presunto effetto contro l'emicrania non ha conferme scientifiche. Rook e snug si nascondono nelle pieghe spesse della cartilagine e sono i punti più impegnativi. L'industrial collega due fori con una barra dritta.
| Piercing | Dolore (1-10) | Guarigione | Per chi |
|---|---|---|---|
| Lobo | 2 | 6-8 settimane | Prima esperienza |
| Elica | 4-5 | 3-6 mesi | Primo passo sulla cartilagine |
| Trago | 4-5 | 4-9 mesi | Chi ama i dettagli minimal |
| Conch | 5-6 | 6-12 mesi | Look deciso, anello avvolgente |
| Daith | 5-6 | 6-12 mesi | Estetica ricercata |
| Rook / Snug | 6-7 | 9-12 mesi | Esperti e pazienti |
| Industrial | 6-7 | 9-12 mesi | Effetto scenografico |
I valori restano indicativi, ma la gerarchia è costante: più la cartilagine è spessa, più il foro è impegnativo, sia al momento della perforazione sia nei mesi di guarigione.
Sul lobo la pistola spara-orecchini resta diffusa in gioielleria e farmacia, ma funziona per compressione: schiaccia il tessuto invece di inciderlo. Sulla cartilagine questo trauma aumenta il rischio di infiammazioni lunghe e di noduli da irritazione. La regola condivisa dai professionisti è semplice: sulla cartilagine si usa solo l'ago sterile monouso, mai la pistola. Un buon piercer lavora con guanti, materiale sigillato e primo gioiello in titanio o acciaio chirurgico 316L, conforme ai limiti europei di rilascio del nichel (regolamento REACH, norma EN 1811).
Una curiosità utile quando si parla con il piercer: quasi tutti i nomi inglesi hanno un equivalente anatomico italiano. L'helix è l'elica, il tragus è il trago, il conch corrisponde alla conca, l'antihelix è l'antelice. Negli studi italiani si usano ormai i termini inglesi, ma conoscere l'anatomia aiuta a indicare con precisione il punto desiderato e a capire subito dove cadrà il foro. Per il daith, il rook e lo snug non esiste invece una traduzione corrente: sono nati come termini tecnici del piercing moderno e tali restano.
Se è il primo foro oltre il lobo, l'elica è la scelta più equilibrata per un piercing all'orecchio: dolore gestibile, guarigione media, infinite opzioni di gioiello. Il trago è perfetto per chi vuole un dettaglio visibile ma discreto, mentre conch e industrial premiano chi ha già esperienza di guarigioni lunghe. Un criterio pratico spesso dimenticato: scegliete il lato su cui non dormite, perché la pressione notturna è la prima causa di irritazioni nei primi mesi.
Pulizia due volte al giorno con soluzione salina sterile, niente alcol né acqua ossigenata, mani lavate prima di toccare la zona e gioiello mai girato a secco: bastano queste regole per attraversare la guarigione senza drammi. Il nodulo che a volte compare accanto al foro è quasi sempre una reazione da irritazione (pressione, urti, metallo scadente) e tende a riassorbirsi eliminando la causa. Se compaiono invece dolore pulsante, calore e secrezioni gialle, serve il parere di un medico.
Non tutte le orecchie tollerano un nuovo foro e non tutte le voglie meritano dodici mesi di cure. Gli ear cuff si agganciano al bordo della cartilagine senza perforare, gli orecchini a clip ricreano il punto luce sul lobo: ideali per provare una composizione prima di forare o per brillare durante una guarigione. Trovate modelli dorati e argentati nella nostra selezione di creole ipoallergeniche, pensata per i lobi sensibili. Per capire perché l'acciaio chirurgico è così ben tollerato, leggete i vantaggi dei gioielli in acciaio inossidabile; e se valutate i materiali per un altro punto del viso, c'è il nostro confronto argento o acciaio per il piercing al naso.
I principali sono lobo e lobo alto, elica (helix) e forward helix sul bordo esterno, flat sulla zona piatta, industrial a barra, poi trago, anti-trago, conch, daith, rook e snug nella parte interna.
Il lobo, nettamente: tessuto morbido, fastidio minimo e guarigione rapida. Tra le cartilagini, l'elica è considerata la più accessibile.
Indicativamente 20-40 euro per il lobo e 40-80 euro per le zone di cartilagine, primo gioiello incluso, con variazioni secondo la città e lo studio. Diffidate dei prezzi stracciati: spesso risparmiano sul metallo del gioiello.
Dai 3-6 mesi dell'elica fino ai 9-12 mesi di rook, snug, conch e industrial. Il lobo guarisce invece in 6-8 settimane.
Mode Tendance, redazione gioielli e accessori. Pubblicato il 7 giugno 2026. Fonti: linee guida di aftercare della Association of Professional Piercers (safepiercing.org), regolamento europeo REACH allegato XVII sulla restrizione del nichel, norma EN 1811 sulla misurazione del rilascio di nichel. Le indicazioni sulla guarigione sono orientative e non sostituiscono il parere di un professionista sanitario.